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Un corridoio vuoto, illuminato al neon, la cinepresa che lo attraversa, una porta si apre improvvisamente su una stanza immersa in una luce blu, al centro un cadavere di una donna, riversa su una sedia, un lago di sangue ai suoi piedi.
La scena cambia di colpo: siamo in un’altra stanza, totalmente asettica, dove un medico legale ed un commissario di polizia stanno discutendo tra loro di un caso complesso; di fronte è seduta una ragazza visibilmente sconvolta che parla in modo sconnesso. ma i due uomini sembrano non considerarla.
Inizia il flashback.
Luisa, Marta, Maria, Luca e Marco sono amici e decidono di trascorrere un weekend nella casa di campagna di Luca: sono molto legati tra loro, scherzano in continuazione, si prendono in giro, ridono e si divertono.
Nasce l’idea del weekend, così tutti e cinque fanno i bagagli per la partenza; i due ragazzi passano a prendere le ragazze e il viaggio trascorre nella più completa spensieratezza.
Arrivano alla casa: una costruzione isolata, quasi del tutto in rovina, perché in attesa di ristrutturazione. Un luogo affascinante, con una lunga scalinata in penombra che conduce alle camere: i ragazzi rimangono subito a bocca aperta e un po' intimoriti di fronte all’atmosfera misteriosa e decadente dell’edificio.
Ma l’entusiasmo prevale: c’è da prendere possesso delle camere, da rifare i letti, da disfare le valigie, da mettere a posto la spesa.
Tra battute e risate si fa sera; i ragazzi sono in cucina e consumano la cena nello stesso clima di goliardia e serenità;dopo la cena Marta, Marco e Maria si spostano in salotto, mentre Luisa e Luca rimangono a lavare i piatti in cucina; ma ad un tratto dal rubinetto del lavabo esce dell’acqua rossastra e Luisa trasale. E’ sangue... No, "è soltanto acqua mista a ruggine" minimizza Luca.
Da questo momento non vi sarà più tranquillità per Luisa: la ragazza sembra capire che non sono soli nella casa anche se gli altri sembrano non accorgersi di nulla, anzi fanno i complimenti a Luca per la bella dimora che possiede. Lui racconta di averla comprata per pochissimi soldi in quanto su di essa aleggia una macabra leggenda: molti anni prima vi fu compiuta una strage, solo una ragazza si salvò.
Per un attimo una brivido percorre tutti, specialmente la ragazze, ma poi ricominciano a scherzarci su e decidono di andare a dormire.
Ma per Luisa inizia l’incubo: è perseguitata da una presenza invisibile, sente il suo respiro, nel sonno la percepisce vicina.
Si alza da letto, va in bagno ma sente di non essere sola, spera che gli amici le stiano facendo un pessimo scherzo… Scappa in camera agitata, si raggomitola sul letto…
Si sveglia di soprassalto, è stato solo un incubo, ormai è mattina… Sente gli amici che scherzano e ridono al piano di sotto, di nuovo tutto sembra tornato normale; i maschi della compagnia hanno deciso di andare a pesca e le ragazze si mettono a rassettare.
Marta in cucina sta lavando i piatti, Maria pulisce in salotto, Luisa è al piano di sopra, lo stereo viene acceso da qualcuno a tutto volume… La stessa figura si aggira per le stanze, va da Marta, poi da Maria… Luisa non si accorge che le due amiche sono già morte.
Nel frattempo i ragazzi tornano a casa, hanno dimenticato i vermi per la pesca, anche per loro c’è qualcuno ad attenderli. Luisa chiama gli amici, sente distintamente le loro voci dalla cucina, li richiama e quando arriva in cucina non trova nessuno. Nemmeno i cadaveri.
Le voci si spostano di stanza in stanza, Luisa le insegue, pensa di trovare tutti in salotto, e poi nello studio, ma non c’è nessuno. Un respiro alle sue spalle. Si volta. Non c’è nessuno. Torna in cucina, prende un coltello, spera in un macabro scherzo, ma intanto sente di nuovo le loro voci, poi un valzer… Segue la musica, entra nello studio, finalmente Luca in poltrona! Si avvicina, Luca è morto, sgozzato.
Spaventata, fugge in preda al terrore, mentre è inseguita dalle voci e da bisbigli, fino alla porta d’ingresso… Si apre di colpo, l’assassino, una luce bianca…
Luisa si ritrova in camera sua, tenta di calmarsi, mentre una macchina si ferma davanti alla casa, ne scende una figura che si dirige dentro la casa; Luisa si nasconde, pensa sia l’assassino, lo colpisce. Si tratta di Giada, l’amica che aveva programmato di raggiungere il gruppo; Luisa si accorge dell’errore commesso ma è troppo tardi. Anche il cadavere di quest’ultima sparisce. Allora Luisa corre verso la porta, la luce bianca la investe.
L’incubo continua, inesorabile, sembra non avere una fine, una logica, una via d’uscita.
La scena torna al presente, il commissario e il medico legale hanno finito di ascoltare il racconto di Luisa, che non pare averli aiutati più di tanto a fare luce su ciò che realmente è accaduto, soprattutto perché dagli esami dei cadaveri emerge un dato strano: i colpi inferti dalla lama sembrano provenire, stranamente, dall’interno dei corpi e non dall’esterno. Non resta che dissolvere il dubbio tornando sul luogo dei delitti, alla casa in campagna, dove fu commessa una strage, una strage di 17 vittime, alla quale adesso si è aggiunta quella dei 5 amici. Il commissario si rende conto che al presunto assassino manca solo la ventitreesima vittima per completare il disegno...
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